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I risultati delle elezioni europee del 13 giugno 2004 aggravano la crisi politica del regime

I risultati delle elezioni europee del 13 giugno per l'Italia mostrano alcuni fatti importanti.

Per la prima volta da quando in Italia si tengono elezioni europee, i voti validi sono aumentati anziché diminuire come era sempre avvenuto, di elezione in elezione. Non perché tra le masse popolari è cresciuto l'interesse per il Parlamento Europeo e l'Unione Europea, che anzi è diminuito come dimostrano vari altri segnali convergenti. Questo è un risultato della mobilitazione popolare contro la banda Berlusconi condotta nei tre anni passati e dell'azione delle FSRS, dei lavoratori avanzati e dei comunisti.

Il grosso della borghesia imperialista è oramai rassegnata al fallimento del progetto che aveva affidato alla banda Berlusconi perché le masse popolari le hanno impedito di realizzarlo con le lotte condotte nelle aziende e nelle strade nei tre anni passati. Un numero maggiore di elettori ha votato per pronunciarsi contro Berlusconi e il progetto che tutta la borghesia imperialista lo aveva incaricato di realizzare e per cui tre anni fa gli aveva affidato il governo del paese. Il voto ha confermato e rafforzato gli effetti delle lotte condotte nelle aziende e nelle piazze.

Quei compagni che ritengono che la crescita delle astensioni sia un indice della mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari, se sono seri e onesti dovranno spiegare a se stessi e a tutti noi perché tre anni di lotte e di mobilitazione hanno portato ad una maggiore partecipazione alle elezioni. I risultati elettorali non variano direttamente i numeri nel Parlamento italiano, ma hanno reso meno governabile per la borghesia imperialista il "teatrino della politica borghese". Nel centro-destra hanno diminuito la forza del partito degli "impiegati di Berlusconi", Forza Italia e hanno rafforzato i partiti che fanno da mesi la fronda a Berlusconi, Alleanza Nazionale e DC. Nel centro-sinistra hanno rafforzato la forza dei Verdi, del PDCI, del PRC: i partiti che più apertamente si sono opposti all'aggressione dell'Iraq e che si sono pronunciati per il ritiro dei soldati italiani dalla guerra. Quindi rendono più precaria l'alleanza di centro-destra e meno facile un accordo tra i partiti del centro-sinistra per costituire loro un'alleanza a cui il Vaticano, la Confindustria, gli Agnelli e i gruppi imperialisti franco-tedeschi possano affidare il governo del paese. La banda Berlusconi non è più in grado di continuare a governare, ma la borghesia non è ancora in grado di costituire un nuovo governo. I risultati elettorali rendono più difficile la sostituzione.

Si profila, in alternativa al governo della banda Berlusconi e a un governo del centro-sinistra, una convergenza dell'Ulivo, dell'UDC e di Alleanza Nazionale basata sulla "concertazione" (cioè sulla collaborazione dell'aristocrazia operaia con la borghesia contro le masse popolari) e sull'unità europea (cioè sulla convergenza con i gruppi imperialisti franco-tedeschi contro i gruppi imperialisti USA: un rovesciamento di alleanze a livellò mondiale a cui i gruppi imperialisti USA e i gruppi sionisti si opporranno con ogni mezzo).

A fronte di questa situazione e di queste tendenze, bisogna portare a fondo la lotta contro il governo della banda Berlusconi, sconfiggere definitivamente il progetto di "lacrime e sangue" per le masse popolari, di sfruttamento illimitato dei lavoratori e di libertà per i gruppi imperialisti che questi avevano sognato di realizzare con Berlusconi: non dare respiro al cane che affoga.

Bisogna rafforzare la mobilitazione delle masse popolari attorno ai lavoratori avanzati per la difesa delle conquiste e l'allargamento dei diritti dei lavoratori italiani e immigrati, contro l'aggressione dei paesi oppressi e per il sostegno alla resistenza dei popoli iracheno e palestinese: rendere più difficile la collaborazione dell'aristocrazia operaia con il governo che la borghesia imperialista sta preparando.

Bisogna rafforzare e accelerare la ricostruzione del partito comunista.

In questa maniera creiamo rapporti di forza più favorevoli per la nuova fase politica.

A livello europeo, i risultati elettorali dimostrano l'ostilità delle masse popolari europee ai rispettivi governi nazionali e la loro indifferenza di fronte al disegno dei gruppi imperialisti franco-tedeschi di costituirsi come polo indipendente e contendere il dominio del mondo ai gruppi imperialisti USA. Essi confermano quindi le grandi possibilità che i comunisti hanno di costituirsi come terzo polo, indipendente sia dai gruppi imperialisti europei sia dai gruppi imperialisti USA e di portare avanti con successo la rinascita del movimento comunista anche nei paesi imperialisti.

Battere definitivamente il governo della banda Berlusconi.

Contrastare la collaborazione dell'aristocrazia operaia con il nuovo governo che la borghesia imperialista sta preparando.

Rafforzare e accelerare la ricostruzione del partito comunista e rafforzare i rapporti con i partiti e le organizzazioni comuniste degli altri paesi europei.

Questi sono le principali lezioni che traiamo dai risultati delle elezioni europee e delle contemporanee lezioni amministrative.

Ernesto V.

 

 

La Voce sul bilancio dell'esperienza della prima Internazionale Comunista

Il ruolo storico dell'Internazionale Comunista - Le conquiste e i limiti - n. 2

L'ottava discriminante - nn. 9 e 10 L'attività della prima Internazionale Comunista in Europa e il maoismo - n. 10

La Rivoluzione d'Ottobre e il 50° anniversario della morte di Stalin - n. 12

 

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Sulle elezioni del 13 giugno – 30.05.04

Iraq e Palestina - 23.05.04

La lotta degli operai di Melfi - 16.05.04

Sulla repressione in Italia – 03.04.04

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